DALL'EUFORIA ALLA DEPRESSIONE La persona che ha usato queste sostanze e che in esse ha trovato un qualche tipo di sollievo o piacere è "sedando" o dimenticando temporaneamente un problema, una situazione spiacevole o dolorosa è ogniqualvolta avvertirà il desiderio o il bisogno di provare la stessa sensazione userà quella sostanza.
In essa, infatti, la persona ricerca quello stesso effetto di benessere delle prime volte. Crede di riuscire a controllarne l'uso, ma di fatto finisce con assumerla sempre più spesso.
Gli effetti della sostanza, infatti, a parità di dosaggio si affievoliscono con la frequenza dell'assunzione e per questo è costretto ad assumerne ogni volta sempre maggiori quantità. A questo punto la persona è entrata in un circolo vizioso: quello della tossicodipendenza.
All'inizio, sperimenta un'intensa sensazione di benessere o di "grandezza" ma, con l'aumento della tolleranza alle sostanze, l'intensità delle sensazioni si riduce, e con esse anche il benessere psicologico e fisico.
Quando lo "stato di grazia" termina, iniziano le immancabili sensazioni di "depressione", che il tossicodipendente prova ogni volta che gli effetti delle droghe scompaiono. Anche la condizione fisica peggiora e il tossicodipendente assume quantità di droga sempre maggiori per attutire il dolore e lo sconforto in cui si trova.
In questo stadio di dipendenza si è a rischio di overdose. Il corpo con tutti i suoi apparati, organi e tessuti si va saturando a causa delle maggiori quantità di droghe assunte. Quando il corpo riceve più sostanza di quella che riesce a metabolizzare si arriva all'overdose.
Con l'aumento della quantità di droghe assunte, aumentano anche i danni prodotti all'organismo. Tra i più comuni ricordiamo i problemi al fegato, ai reni, i danni al cuore e al cervello.
Le droghe, inoltre, condizionano le possibilità d'inserimento sociale dell'individuo, minando le sue capacità di adattamento e determinando una reazione di emarginazione da parte del tessuto sociale.
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