LA TOLLERANZA
La tolleranza alle droghe, ai farmaci o all'alcool, cui comunemente ci si riferisce con il termine di "assuefazione", generalmente identifica quel fenomeno biologico di adattamento dell'organismo alla presenza di queste sostanze, che ne determina una progressiva riduzione degli effetti a parità di dosi.
La tolleranza nei confronti di una sostanza, in pratica costringe un individuo ad assumerne dosi sempre crescenti per ottenere gli stessi effetti.
In generale dipende da:
-modificazioni nella sintesi e nell'eliminazione del neurotrasmettitore attraverso il quale agiscono la droga, i farmaci o l'alcool;
-modificazioni a livello dei recettori su cui tali sostanze agiscono;
-modificazioni o aggiustamenti funzionali sia degli apparati nervosi su cui queste sostanze agiscono sia di altre strutture organizzate del cervello non direttamente influenzate, che tendono a contrastare e a compensare le alterazioni prodotte dalle sostanze psicoattive.
Con il passare del tempo e il continuo uso queste sostanze, l'organismo comincia ad abituarsi ed a modificarsi in presenza di tali tossine. Il progredire della tolleranza determina una diminuzione degli effetti di chi ha iniziato ad assumerla.
Più un individuo usa farmaci, droghe o alcool, maggiori devono essere nel tempo le quantità da assumere, proprio perché gli effetti diminuiscono con il protrarsi dell'uso.
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